avvertenza ai naviganti: se non siete dotati di ironia e autoironia, evitate di leggere questo blog, non sareste in grado di apprezzarlo
Visualizzazione post con etichetta salento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta salento. Mostra tutti i post

sabato 11 febbraio 2012

tradizione e modernità in cucina

parlare di cucina, di cibo, di nuovi e vecchi sapori, è quasi soddisfacente quanto preparare ed assaporare i piatti. e poichè col tempo il ricordo sbiadisce, causa età che avanza e rincoglionimento precoce, prima di cancellare le sensazioni vorrei condividere con il mio singolo lettore mensile ;-)  il racconto di un'ottima esperienza gastronomica, accompagnata da un elegante ambientazione, il tutto condito dalla migliore compagnia che si possa desiderare... per cui ecco qua, la cronistoria, attraverso il dettagliato menù, di una lussuosa cena (di capodanno), che è anche un viaggio attraverso la cura dei dettagli, dalla scelta degli ingredienti alle argentee decorazioni che abbellivano l'ambiente. 


esperienza che è stata tanto più apprezzata, in quanto la scrivente, che di solito si impiccia e si mette in mezzo dominata da manie di protagonismo :-), questa volta è stata estromessa a forza e ha potuto godere della perfetta organizzazione e dell'ottimo cibo senza muovere un dito (quasi.... ha solo tagliato sottili sottili le zucchine per l'insalata :-) ). e, davvero, gustare senza aver dovuto faticare, nè come organizzatrice nè come bassa manovalanza, è meraviglioso.

premessina: a me (chiamatela ignoranza, snobismo, superficialità, non so) piace la cucina semplice e tradizionale, forse poco elegante, che sa di piatto preparato la domenica di festa dalla nonna. gli gnocchi, i cannelloni e i ravioli, la pasta al forno... e poi gli arrosti, l'agnello e il capretto al forno... le crostate e i ciambelloni. sapori che mi riportano all'infanzia e a momenti di famiglia nella grande casa piena di gente e di risate.
amo anche la cucina che chiamo tra me e me minimalista, cotture alla griglia, al vapore, pochissimi condimenti, o cibi crudi.... forse perchè non sono molto brava a intrugliare e a fare preparazioni elaborate.

sono di natura diffidente verso la cucina troppo costruita, temo sempre che l'assenza di semplicità nasconda la mancanza di sostanza a favore della forma. quando però la forma va con la sostanza, quando il piatto non è solo elaborato ma curato, studiato, bello da vedere e buono da gustare, mi lascio corrompere!!! anche perchè i piatti sotto descritti, o almeno gran parte di essi, pur sembrando molto moderni, sono invece antiche ricette tramandate di generazione in generazione, forse solo rivisitate in chiave contemporanea.

lo chef e le sue aiutanti hanno lavorato per giorni al menù, alla scelta dei piatti e degli ingredienti, e il risultato è che sono stati serviti ai fortunati convenuti i seguenti manicaretti:

fagottini e parmentier
Entrées

- salsiccette affumicate rumene
- stracchino e mozzarelline del caseificio di galatina
- parmentier di pollo su letto di rucola all'aceto
- babà rustico napoletano ai formaggi e babà rustico napoletano con formaggio e salame napoli: in pratica un ottimo pan brioche, simile, ma più morbido, alla torta al formaggio tipica umbra che si fa a pasqua... e in qualche modo mi ha ricordato anche il casatiello, probabilmente per la presenza del salame, anche se penso che la pasta sia diversa.
- fagottini in pasta fillo con tomini accostati a marmellatina al peperoncino, una squisitezza, adoro il toma in tutte le sue declinazioni, e la marmellata al peperoncino ci stava divinamente, ringraziamo la barbara per averci deliziato
- budino di mozzarella, accompagnato da gelatina di mosto di negroamaro alla menta di una ben nota ditta ;-) ma senza nulla togliere alla gelatina, il budino era meraviglioso di suo... pareva di mangiare una ricotta leggerissima, e invece dentro c'era mozzarella, burro e non so cos'altro, lavorati in modo da farli diventare una spuma quasi... direi il top tra gli antipasti (ma solo perchè amo smodatamente i formaggi... era tutto ottimo!)

Primo piatto... arriva lo spettacolo

Riso Venere con mazzancolle in salsa d'arancia, servito in coupe d'arancia

bello, bellissimo, come potete vedere dalle foto, quindi sicuramente d'effetto per stupire gli ospiti....  e buono buonissimo, per convincere le malfidate ( ihih) che non si fanno abbindolare dalla presentazione scenografica. ha resistito alla prova del giorno dopo, anzi era se possibile ancora più buono.... e ci ha reso molto molto felici

Secondi Piatti

lonza di maiale al latte e insalata di zucchine con pinoli e noci tostate
la lonza ci è piaciuta molto (d'altra parte max ci aveva dato parere positivo), le insalate crude a oltranza a volte mi lasciano perplessa (quella di spinaci e castagne è indigeribile.... ) ma questa era buona

seppioline ripiene con patate e piselli un must, buona buona, le seppioline le mangiamo in ogni modo crude o cotte :-)  (thanks doni!!!)
lenticche e cotechino ancor più must, ma qui faccio la presuntuosa e dirò che le mie lenticchie sono più buone ahahah

Desserts
per chi è sopravvissuto alla svagonata di cibo summenzionata, e al brindisi (eh si, siamo arrivati un po' lunghi..... ahahahh troppissimo cibo buono) ecco i dolci, quanti dolci.....

, - torrone morbido al pistacchio e mandorle
- dolce tipico albanese di cui non ricordo il nome ma tanto buono e tanto calorico... con dentro miele e frutta secca e non so cos'altro... e una lavorazione di ore (grazie dina!) 
- strudel di mele originale altoatesino (particolarmente apprezzato, grazie al nostro bolzanese)
- cotognata con noci
- tronchetto di pasta di mandorla
- panettone
- crema all'arancia e palle di neve ..... e  non aggiungo altro....

sui vini, abbiamo esercitato una strettissima autarchia, rosè e bianchi di galatina, e spumanti brut e dolce salentini. il tutto servito in calici di cristallo e accompagnato da decorazioni eleganti, fuochi e stelline.... 
uno splendido matrimonio tra tradizione e modernità
per cui grazie grazie grazie, dina luciana e tutti gli altri collaboratori-sbucciapatate-lavapiatti-sguatteri, e grazie soprattutto allo chef pierpaolo che ci ha stupito con i suoi piatti creando un capodanno d'alta classe!

martedì 20 dicembre 2011

è solo un arrivederci....

... ma la malinconia arriva a ondate e sommerge la gioia e l'emozione. 
Scusate se scopiazzo, ma non saprei dire meglio ciò che provo, per cui, eccovi qua l'ennesima citazione da Coelho.
"Quando arriva l'ordine di trasferimento, il guerriero guarda tutti gli amici che si è fatto durante il cammino. Ad alcuni ha insegnato a udire le campane di un tempio sommerso, ad altri ha raccontato storie intorno al fuoco. Il suo cuore si rattrista.... il guerriero della luce ringrazia i compagni di viaggio, trae un profondo respiro e va avanti, portando con sè i ricordi di un viaggio indimenticabile"

domenica 27 novembre 2011

l'estate prossima tutti a Galatina....

... a mangiare il pasticciotto, e le altre specialità tipiche.

La prossima estate sarà infatti realizzata la prima edizione di De.Co.Gustiamo, un'iniziativa che unisce due idee: le De.Co. (Denominazioni Comunali) e l'uso di prodotti a km zero.  L'obiettivo è salvaguardare le eccellenze, enogastronomiche ed artigianali in genere, tipiche del territorio, riuscendo a far conoscere i prodotti tipici su scala regionale e nazionale, almeno come primi passaggi. Lo step più ambizioso è chiaramente riuscire a far conoscere a livello internazionale i prodotti associati a una specifica località, come succede già per molte nostre specialità come il tartufo di Alba, o i limoni di Sorrento. Inoltre, uno degli obiettivi è proteggere i prodotti italiani anche da un punto di vista normativo, visto gli ingenti danni che le assurde regole comunitarie stanno arrecando alla nostra produzione agricola per favorire prodotti di minor qualità provenienti da altri paesi.

I De.Co. nascono proprio per impedire che prodotti di altissima qualità ed estremamente variegati, ricchezza del nostro paese, spariscano perchè riassorbiti dalla generale omologazione, perchè poco conosciuti al di fuori dell'ambito locale, e perchè purtroppo tutto ciò che è artigianale ha un prezzo che lo rende poco competitivo verso la grande produzione industriale e la grande distribuzione.

Riuscire ad associare il nome di una località a dei prodotti tipici garantisce sia la sopravvivenza del prodotto che una fonte di sviluppo per l'intera zona, con incremento del turismo, e destagionalizzazione dello stesso.

Ho avuto il piacere di partecipare all'anteprima di De.Co.Gustiamo, che si è svolta per la stampa e poi aperta al pubblico nella seconda settimana di novembre, a Galatina, presso l'azienda Santi Dimitri. Per l'occasione si è anche festeggiato il vino nuovo.

Galatina è comune De.Co. dal 2002, ma solo da quest'anno ha finalmente introdotto i suoi prodotti De.Co. che sono il pasticciotto, la mafalda, l'africano, e poi la patata e la cicoria, fissando un disciplinare per i produttori.

Durante la conferenza stampa, a cui hanno partecipato Vincenzo Rizzi, Antonio Spagnolo, Carlo Martin Vallone, e Roberto de Donno, si sono toccati alcuni altri argomenti interessanti, come la necessità di calmierare i prezzi durante la stagione estiva, e di destagionalizzare il turismo.

E' allo studio la possibilità di realizzare dei prodotti di denominazione provinciale, poichè (discorso che al sud mi capita di sentire piuttosto di rado, purtroppo) sembra che alcuni abbiano finalmente capito che per essere competitivi e poter allo stesso tempo difendere i propri prodotti e le proprio tradizioni, è necessario farsi conoscere, passaggio molto più facile quando si è uniti. Sarebbe un passo importante, vista la scarsissima efficacia che ogni tipo di associazione e cooperativa ha nel sud, con forte prevalenza di interessi privatistici e individuali.

La provincia ha finanziato un master in marketing, e i diplomati sono ora al lavoro nei vari comuni della provincia per censire i prodotti, stabilire i caratteri comuni e poter così stilare una lista di specialità e i loro disciplinari.

Al rinnovato interesse dei pugliesi verso la loro terra, e forse al desiderio di vederla finalmente emergere per le sue bellezze e ricchezze naturali, è sperabilmente dovuto il picco di iscrizioni alla facoltà di agraria di Bari, dopo tanti anni di disinteresse dei giovani verso l'agricoltura di qualità. Data la ricchezza di questa terra, che ormai considero anche un po' mia, sarebbe davvero meraviglioso vederla diventare competitiva e riuscire a far lavorare i suoi giovani con le sue due ricchezze, i prodotti artigianali e le meraviglie turistiche.

Un interessante siparietto: il rappresentante di un'associazione di consumatori si è augurato che questa iniziativa non vada a finire come iniziative simili di altri comuni della provincia, con prezzi eccessivi associati a una qualità non altrettanto alta.
Concordo sul fatto che l'artigianalità vada pagata, ma deve corrispondervi una effettiva alta qualità: si dice dalle mie parti "Fatti un buon nome e ammazza tuo padre", tradotto: una volta che si ha l'etichetta prestigiosa, e conoscendo la mentalità diffusa, è abbastanza facile immaginare che chi partecipa ai mercatini abbia smesso di badare alla qualità, sicuro comunque degli incassi dovuti alla buona fama del nome.

Speriamo davvero che l'iniziativa di Galatina segua una strada diversa... per ora l'assaggio dei prodotti è andato bene :-) Dai pasticciotti alle mafalde, alla buonissima pizza anche in versione dolce.

lunedì 19 settembre 2011

via roma a maglie

se vi viene dato appuntamento in qualche cittadina o paesino del salento, e pensate di poter usare il navigatore per raggiungere l'indirizzo convenuto, beh scordatevelo!
il vostro navigatore, o anche googlemaps, potrebbe non trovare non solo stradine di campagna, ma anche strade principali nel pieno centro delle città maggiori.
mi è capitato sia con lecce che con maglie, e dopo accurata riflessione siamo giunti a questa conclusione: non serve che strade come via roma, la strada principale di maglie, siano nelle vostre mappe satellitari.... i locali sanno benissimo quale sia via roma, e non è previsto che vengano 'stranieri'. anzi se siete stranieri, è meglio che non troviate la strada...
mi ricorda abbastanza la segnaletica basca! i paesi baschi non sono mai stati conquistati perchè i cartelli stradali sono talmente folli che andrete a finire ovunque tranne dove volete... i poveri centurioni romani chissà che bestemmioni quando si ritrovavano sempre allo stesso punto! stessa cosa succede in salento: agli incroci le indicazioni che vi servono dovete cercarvele nel retrovisore, perchè non sono mai dove dovrebbero essere.
comunque se cercate su viamichelin, vedrete che via roma a maglie esiste.... qualche volta!!!!

mercoledì 13 luglio 2011

Tribalismo di casa nostra

Una delle cose più belle nella vita è scoprire cose nuove o inaspettate :-)
Alla festa di S. Domenica a Scorrano, tra luminarie e ipnotici fuochi tutto al ritmo di musica, stretta tra la folla, naso al cielo, ho avuto la folgorazione: stavo partecipando a un rito tribale, una strana cerimonia che impressiona e incanta, il cui unico obiettivo quale sarà? stupire? meravigliare? unire nel senso di partecipazione a una festa che di sacro non ha più niente e di pagano tutto? Perchè di anno in anno si ripete lo sforzo (economico e non solo) di montare luminarie alte e lunghe decine di metri, e di organizzare una festa lunga una settimana in un paese di 2000 abitanti? Perchè se non per perpetuare una tradizione e continuare a ipnotizzare il paesano e il visitatore?
 
Anche nelle menti più razionali e disincantate, fa uno strano effetto partecipare a queste espressioni di culto che, tolti gli aspetti esteriori più moderni, sembrano ricollegarsi ad antiche radice dimenticate... e in fondo fanno capire che siamo davvero tutti molto simili, in ogni parte del mondo e in ogni cultura.

giovedì 2 giugno 2011

e bravo il merlo!

Poichè penso che persone molto più competenti di me nel settore enologico avranno già commentato sul 'Primo Merlot del Salento' (il merlot della Santi Dimitri), io racconto la mia impressione da 'ignorante' appassionata di vino, che ha avuto la fortuna di partecipare alla presentazione di questo vino (grazie Pierpaolo!).

Sono appassionata perchè il vino mi affascina, non solo per il suo sapore e profumo, ma come espressione di cultura e di trasmissione del sapere, e conoscere persone che fanno del vino allo stesso tempo una scienza, una passione, e una poesia, è stato molto interessante.

Ho avuto il piacere di conoscere o rivedere le persone che lavorano in questa azienda, il proprietario, Enzo Vallone, l'enologo, Giuseppe Pizzolante Leuzzi, e l'agronoma, Gabriella Puzzovio.
Si vede che tutti loro parlano con passione e amore del loro lavoro e della terra che lavorano. Ogni volta entrare nella tenuta è una piccola magia, in una distesa di viti e olivi.

Il vino in sè mi è piaciuto (anche se preferisco i rossi corposi, ma si tratta di gusti personali), soprattutto abbinato al grano, e alle fantastiche melanzane fritte! In effetti ho avuto conferma di quanto questa terra sia meravigliosa, visto che le tante varietà anche non autoctone si adattano così bene qui. Secondo l'agronoma, al merlot piace particolarmente la terra salentina :-)

E' stata anche un'occasione piacevole per incontrare e rivedere persone di provenienza e interessi diversi, tutti accumunati dal desiderio di sviluppare questa terra, e per me un'esperienza nuova e divertente (da giornalista rampante, come ha detto qualcuno, eheheh).

sabato 26 febbraio 2011

se Maometto non va alla montagna...

... allora la musica dall'Europa viene nel Salento,

The Somnambulist, da Berlino a Copertino! 

domenica 20 febbraio 2011

guida molto personale ai ristoranti di lecce e provincia

In generale in Salento si mangia mediamente bene, a patto di evitare i ristoranti di Otranto e Gallipoli, soprattutto in agosto... però anche alcuni posti in centro a Lecce sono trappole per turisti.

Quindi per amici e affini in visita, ecco qui la lista dei miei posti preferiti, alcuni anche molto economici
(N.B. questo post viene periodicamente aggiornato, l'ultimo aggiornamento è del gennaio 2012)
  • Lecce 
  1. Le Zie, cucina tradizionale, finora insuperabile, soprattutto la cassata :-) tra i primi suggerisco la zuppa di grano con salsiccia, e qualsiasi combinazione di patate con cardi e carciofi. tra i secondi, il calamaro ripieno
  2. Hosteria degli spiriti: cucina tradizionale e pesce, un po' caro, ma di alta qualità (grazie a Federica) (da evitare le Due Corti, molto pubblicizzato, ma l'ultima volta ci abbiamo preso una fregatura)
  3. Pio Bove, carne superlativa, la scegliete dal banco e ve la cucinano al volo alla griglia
  4. Sushisalento, molto buono, peccato non facciano tempura, e le porzioni siano piccoline.
  5. La migliore pizza della città: La Torre (by Leti 2). Non credete a chi vi dice altrimenti, gli altri posti sono delle fregature, soprattutto le pizze simil napoletane. Pizze buone a La Magiada, e da Maccheroni, ma niente di comparabile.
  6. Blu Notte, pesce, caro ma buono
  7. Il rifugio della buona stella, buona cucina tradizionale, gestori gentilissimi e locale spettacolare (se vi piace la tradizione...) (grazie a Radenka)
  8. L'ultimo arrivato e tra i miei preferiti del momento, il Bar Moro, una putea salentina, buon cibo e prezzi ottimi. Ci si può mangiare, fare aperitivo, o solo fermarsi a bere, posto molto rilassante e bella musica.
  9. Road 66, panini e soprattutto ottime insalate (grazie a Leti 2)
da evitare: Nonna Tetti, carne sempre bruciacchiata e dura, e in generale i posti moderni modaioli e scicchettosi, non si mangia affatto bene.
Uscendo dalla città, parecchie ottime sorprese :-)
cominciamo con
  • Arnesano: Li stritti, fanno una pizza ottima
  • Soleto: Lu zonzi, aperto solo a cena, ottime le crocchette di patate (il resto non è niente di speciale) (grazie a Momi); e una recente scoperta, carne ottima, i migliori pezzetti che abbia mangiato, Lu Cannarutu.
  • Galatina: Corte del Fuoco, un po' pretenzioso a volte, ma di solito molto buono, cucina curata e raffinata (thanks Pierpaolo). Aggiornamento sulla Corte del Fuoco: la serata a tema "E mo' Pasta" è stata molto interessante, divertente, e soprattutto buona! sia per la pasta che per i vini. Da apprezzare soprattutto la calamarata alla marinara, speriamo la mettano in menù ;-) E anche la carne preparata per San Martino, sia gli involtini d'agnello (dicesi turcinieddhi, che già mi erano piaciuti un'altra volta) che la noisette di vitello, hanno meritato.
  • Porto Cesareo: Lu Cannizzu, medio, o meglio, sembra ottimo di primo acchitto per una che arriva dalla grande città, ma quando ci si abitua all'ottimo pesce... medio appunto, ma prezzi ragionevoli. Molto meglio Da Antimo, zuppa di pesce favolosa.
  • Porto Badisco: il nome non lo so, ma è una specie di bettola, sul lato della strada opposto al mare, dove si possono prendere anche solo vassoiate di ricci, il motivo per cui ci vado ;-) 
  • Ruffano: La farmacia dei sani, è passato un po' di tempo, ma penso sia ancora ottimo come ricordo
  • Cutrofiano: Le Stanzie, una bellissima e antica masseria, molto romantica, e in cui si mangiano piatti tradizionali decisamente buoni.

    venerdì 4 febbraio 2011

    le cesine

    Oggi ho letto la notizia della contestata costruzione di un nuovo parco eolico nella zona delle cesine, ho ripensato alla visita fatta nella zona quest'estate, e mi sono posta qualche domanda:
    perchè mai italia nostra, invece di protestare contro un parco eolico, non va prima a guardare in che condizione si trova la spiaggia accanto alla riserva del WWF?
    Bella furbata: il parco include la zona della palude, ma NON la spiaggia, tengono a precisare i volontari della riserva, che quindi è abbandonata a se stessa. Visto lo stato in cui versa, probabilmente non viene pulita da anni: sotto uno strato di immondizie e rottami di metallo arruginito e plastica di svariata origine, la sabbia è nera di catrame, con varie stratificazioni.
    Le foto di cui metto il link, anche se precedenti, riproducono bene cosa c'era nell'estate del 2010 su quel tratto di litorale. Io non me la sono neanche sentita di fare foto, era troppo demoralizzante.
    Non so se la discarica sia causata da ciò che il mare risputa fuori, o ci siano anche contributi autoctoni, per così dire. So che tutti se ne lavano le mani: i comuni, il WWF (perchè la spiaggia, con cui confina la riserva, NON è riserva, quindi può restare una pattumiera), i cittadini comuni (vabbè, da queste parti lavarsene le mani è lo stile dominante di vita).
    Il risultato è, a pochi chilometri e sulla stessa splendida costa di otranto, una pattumiera a cielo aperto.
    Un paesaggio desolante. Da sentirsi proiettati in uno scenario post guerra.
    Secondo me non si tratta di mancanza di spirito ecologico, 
    ma di mancanza di dignità.

    Per compensare lo sfacelo, un segno di buona volontà e di spirito costruttivo:
    stessa regione, altro mare, bell'iniziativa. Speriamo bene.

    venerdì 21 gennaio 2011

    i gioielli nascosti

    grazie a tanti cari amici,  sto scoprendo con piacere piccoli gioielli, di cultura, di interessi, di impegno sociale, che faticano un po' a emergere in un constesto ricco ma vacuo quale quello in cui mi trovo a vivere.
    bello lu salentu, lu sole lu mare lu ientu. belli i negozi alla moda le borse firmatissime e i locali a la page.
    si mangia bene, si beve meglio, i bisogni base della vita sono più che soddisfatti da questo piccolo paradiso in terra.... ma a volte serve di più.
    molti di quelli che qui si sentono soffocare, scappano. a roma, quando restano vicino. ma anche a milano, o madrid, londra, in cerca di un respiro più ampio.
    però sinceramente, apprezzo di più chi resta perchè ama la sua terra e cerca di migliorarla.
    chi cerca di discutere confrontarsi e agire.
    se tutti i migliori continuano a scappare, questo resterà solo un luna park, un villaggio vacanze a prezzi abbordabili e senza fare 10.000 miglia fino alle maldive.
    forse le menti migliori non sono quelle che se ne vanno perchè soffocano... e i più coraggiosi non sono quelli che partono, ma quelli che restano e lottano ogni giorno per migliorare il loro piccolo angolo di mondo.

    domenica 2 gennaio 2011

    Salento in treno

    Appena prima di Natale, con un'amica ho partecipato a un'anomala gita fuori porta. Su un treno con dei vagoni dell'inizio del '900, e accompagnati da un quartetto jazz, ho percorso le splendide campagne piene di ulivi e fichi d'india, rigogliose anche in pieno inverno, per raggiungere da Lecce le due cittadine di Nardò e Gallipoli.

    Su Nardò sorvolerò, con buona pace degli amici originari di là: dal punto di vista strettamente cultural-storico-architettonico, non merita una visita, con l'eccezione del teatro comunale che sembra un gioiello tutto rosso.

    Ma Gallipoli è sempre uno spettacolo, anche vista d'inverno, di notte, e con una pioggerella sottile sottile che nulla ha da invidiare al txirimiri di basca memoria. Anzi, ha molto più fascino con le stradine del centro storico semisedeserte, in cui incontrare bambini che giocano, e vedere gli abitanti viverla, prima di sparire nel marasma di una nuova estate. Tante curiosità insolute mi si sono chiarite in questa visita.
    In particolare, ho finalmente capito cosa siano la miriade di chiesette che costeggiano l'isola, cioè nient'altro che le cappelle delle confraternite. Peccato che la più bella di esse, Santa Maria della Purità, rimarrà chiusa due anni per restauro :-( ma almeno ho fatto in tempo a vederla questa primavera.
    Una cosa curiosissima e stranissima, che potrò rivendermi con i miei prossimi ospiti, è il museo sulle antiche arti e mestieri, messo su da un anziano signore nella sua corte, recuperando e restaurando strumenti usati nella pesca, ma anche oggetti della vita quotidiana. Molti di essi mi hanno ricordato cose usate da mia nonna, nella casa di montagna, lasciandomi una dolce nostalgia per quel tempo che è stato e non e più.
    Infine, ho visitato un frantoio ipogeo... dove producevano olio industriale, quello per accendere le lampade! Nonostante fosse un lavoro massacrante, sembra che fosse molto ambito lavorare in questi frantoi (ce ne erano 14 in tutta Gallipoli, ma oggi pur conoscendone la posizione non se ne conosce l'accesso, perchè murato nel passato, quindi sono considerati perduti: se ne salvano solo due), perchè la paga era molto più di quanto guadagnassero pescatori o contadini.
    Piccola nota polemica: per oscure ragioni, era proibito fare foto nel frantoio, neanche si trattasse della Gioconda. Vabbè, i gallipolini sono strani, se pensano che qualcuno compri mai una cartolina del loro frantoio :-P

    Per finire la bella escursione, avremmo voluto fare acquisti al mercatino biologico, ma i prezzi erano davvero molto alti, e ci siamo accontentati... di acquavite biologica aromatizzata alla mandorla :-) tanto per finire in dolcezza.